{"type":"video","version":"1.0","html":"<iframe src=\"https://www.loom.com/embed/4721d63e0f8a4aed91b688dffe060073\" frameborder=\"0\" width=\"1920\" height=\"1440\" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe>","height":1440,"width":1920,"provider_name":"Loom","provider_url":"https://www.loom.com","thumbnail_height":1440,"thumbnail_width":1920,"thumbnail_url":"https://cdn.loom.com/sessions/thumbnails/4721d63e0f8a4aed91b688dffe060073-aaa82c3498dbdbb0.gif","duration":9584.498,"title":"FORMAZIONE INTEGRATA - Progetto R.I.M.A.N.I.","description":"La riunione ha trattato presenze e requisiti tecnici, seguita da una formazione del progetto 790 incentrata sugli aspetti legali e pratici dell’affido di minori stranieri non accompagnati. Le presentazioni hanno analizzato competenze del Tribunale per i Minorenni, la figura del tutore secondo la legge Zampa, le procedure per avviare e sostenere gli affidi e le difficoltà legate alla nomina dei tutori e ai tempi documentali. I partecipanti hanno condiviso esperienze pratiche, conflitti con centri di accoglienza, casi di successo e proposte (nomina più rapida dei tutori e uno strumento automatizzato per il matching); passi successivi: condivisione di registrazioni/materiali e coordinamento con Tribunale e Questura per protocolli.\n\n### Presenze e verifica delle videocamere 0:05\n\n- Più partecipanti hanno indicato la propria presenza, l’organizzazione (FILEF/Filer) e i ruoli (operatori, educatori, coordinatori) per confermare l’elenco dei presenti.\n- L’organizzatore ha richiesto a tutti di attivare le videocamere alle 15:30 per gli screenshot richiesti dal progetto.\n- Follow-up del coordinatore per membri assenti o in collegamento (es. Sergio Panza) e breve supporto tecnico per chi non riusciva a connettersi.\n\n### Panoramica del progetto 790 e disponibilità materiali 4:30\n\n- Anita Sassano si è presentata come coordinatrice del progetto 790 e ha spiegato responsabilità di monitoraggio/reporting verso il Ministero.\n- Oriana Zito indicata come riferimento HR per i partecipanti; registrazioni e materiali disponibili sul sito del progetto nella sezione \"Rimani\".\n- Invitati a porre domande durante le sessioni e a consultare i materiali pubblicati; l’organizzatore si è offerto di condividere il link al sito dopo l’incontro.\n\n### Agenda della formazione e focus giuridico 7:31\n\n- Ordine del giorno: proseguire dal precedente incontro per trattare i presupposti giuridici dell’affido familiare dei minori stranieri non accompagnati e distinguere affido e adozione.\n- Argomenti previsti: competenze del Tribunale per i Minorenni, questioni sul permesso di soggiorno, modifica delle ordinanze di affido quando non rispondono all’interesse del minore e procedure dopo la maggiore età.\n- Previsti due interventi di avvocati; il Presidente dell’associazione Tutori Volontari condividerà l’esperienza pratica di tutorship.\n\n### Ruoli del tribunale e procedura di affido 11:31\n\n- Presentazione sul ruolo del Tribunale per i Minorenni: nomina di un tutore una volta segnalato il minore; riferimento alla legge Zampa per i minori stranieri non accompagnati.\n- Passaggi pratici per l’affido: incontrare minore e famiglia, raccogliere documentazione, predisporre domanda comprensiva di relazione dei servizi sociali, relazione dello psicologo, parere positivo del tutore e casellario giudiziale.\n- Chiarita la ripartizione di competenze: il Tribunale per i Minorenni gestisce i minori fino a 18 anni; le questioni migratorie restano alla giurisdizione ordinaria/giudice dell’immigrazione; previsto coordinamento con Questura e Tribunale per snellire le procedure.\n\n### Ruolo e attività del tutore volontario 19:53\n\n- Alessandra Nuce ha descritto il tutore volontario come cittadino formato iscritto a elenchi regionali dopo specifica formazione; il ruolo include la tutela dei diritti dei minori (sanità, scuola, integrazione).\n- Il tutore partecipa ai percorsi di affido, resta punto di riferimento durante e dopo gli affidi e può svolgere attività di accoglienza temporanea o periodica (weekend, supporto extrascolastico).\n- Condivisi esiti concreti: alcuni minori hanno raggiunto integrazione con lavoro o opportunità sportive; alcuni affidi non sono proseguiti dopo la maggiore età; il tutore rimane coinvolto e di supporto.\n\n### Problemi con la nomina dei tutori e soluzioni proposte 28:08\n\n- Preoccupazione per la frequente nomina di sindaci come tutori temporanei quando il minore arriva vicino alla maggiore età, limitando un supporto personalizzato.\n- Le associazioni chiedono una nomina più rapida del Tribunale dai elenchi di tutori formati; ritardi e incongruenze danneggiano integrazione e opportunità di affido.\n- Proposta: replicare un software di matching sviluppato in Piemonte per accelerare l’assegnazione del tutore e migliorare l’abbinamento per prossimità territoriale.\n\n### Gestione dei conflitti tra tutori e centri di accoglienza; allontanamenti 34:57\n\n- Casi reali di minori che hanno lasciato i centri per mancanza di progetto percepito o desiderio di lavorare; intervento del tutore per mediare e trasferire il minore in strutture alternative.\n- Ribadita la responsabilità del tutore nel dissuadere i minori dall’abbandonare il sistema di protezione, pur riconoscendo che quando il minore decide di andare via spesso il contatto prosegue dopo l’allontanamento.\n- Raccomandata coordinazione con staff dei centri, assistenti sociali, avvocati e uso del buonsenso per risolvere conflitti; chiarito che il recupero fisico da parte del tutore non è obbligatorio e le strutture dovrebbero gestire i rientri.\n\n### Buone pratiche, networking ed esempi di integrazione riuscita 42:13\n\n- Storie di successo: minori trovano lavoro, avviano attività o carriera sportiva grazie al sostegno del tutore e alla collaborazione con i centri.\n- Valore di strutture ben organizzate: centri efficaci moltiplicano l’impatto del tutore e i risultati di integrazione.\n- Discussioni a livello nazionale e reti regionali tra associazioni, tribunali e stakeholder per migliorare processi e condividere pratiche.\n\n### Note operative, criticità e prossimi passi 44:05\n\n- L’organizzatore ha ricordato la disponibilità limitata e le disconnessioni previste per alcuni relatori; registrazioni/materiali rimarranno accessibili per gli assenti.\n- Scarsità di una risposta qui: i partecipanti hanno condiviso l’importanza del lavoro multidisciplinare tra tutori, centri, servizi sociali e attori legali per risultati migliori.\n- Azioni aperte: incontri di coordinamento con Tribunale e Questura per definire protocolli, valutare l’implementazione di software di matching automatizzato e continuare la formazione/reclutamento dei tutori tramite corsi regionali.\n\n### Richieste di trasferimento e coordinamento strutturale 01:01:09\n\n- Discussione su un minore che ha terminato il campionato Under-17 e richiede ripetutamente il trasferimento per giocare; il Ministero probabilmente respingerà trasferimenti motivati solo dallo sport.\n- Il team talvolta ha organizzato trasferimenti o ricollocazioni (esempio: trasferimento a Salandra per essere vicino alla scuola) ma mette in guardia dal creare false aspettative quando i posti non sono disponibili.\n- Preoccupazione per personale troppo zelante o azioni clandestine che generano confusione in strutture grandi; consigliato affrontare questioni delicate lontano dalle sedi formali ed evitare garanzie.\n- Raccomandazione: aiutare entro limiti realistici e concentrarsi sull’integrazione scolastica/sportiva locale.\n\n### Invito a domande e passaggio di consegne 01:04:02\n\n- Il facilitatore ha invitato ulteriori domande per Alessandra e ha ceduto la parola ai partecipanti.\n- Diversi intervenuti si sono salutati e hanno brevemente ricordato collaborazioni pregresse con Alessandra prima di porre domande formali.\n\n### Preoccupazioni su capacità e minacce legali alla tutorship 01:05:22\n\n- Pietro Di Lascio ha espresso il timore che modifiche al decreto sicurezza possano costringere ogni tutore a gestire molti più minori (es. 30 invece di 3), rendendo insostenibile la tutorship volontaria.\n- Alessandra ha chiarito la terminologia (tutori, non \"tutor\") e ha descritto l’advocacy nazionale per tutelare la legge Zampa e opporsi all’abbassamento delle tutele (es. riduzione dell’età da 21 a 19 anni).\n- Ha sottolineato che i tutori sono volontari, non retribuiti, e dipendono da reti locali solide con centri di accoglienza e servizi sociali.\n- Importanza di valorizzare il ruolo durante la formazione per trattenere i volontari e non scoraggiare i candidati enfatizzando eccessivamente i problemi.\n\n### Sfide pratiche della tutorship e successi 01:07:37\n\n- Alessandra ha raccontato difficoltà operative: nomine tribunali in ritardo, minori che partono prima della nomina del tutore e fallimenti occasionali degli affidi familiari.\n- Esempio positivo: una tutrice ha ottenuto 11.000 € di risarcimento per un minore dopo un incidente, sottolineando benefici concreti del ruolo.\n- Raccomandati affidi parziali/brevi (weekend, estivi) come passi graduali verso l’affido pieno per costruire fiducia e testare la disponibilità delle famiglie.\n- Suggerita maggiore rapidità nelle nomine del tribunale e più tutori locali per ridurre viaggi e carico di lavoro.\n\n### Data d’inizio della formazione e pausa dell’incontro 01:18:32\n\n- Confermata la data d’inizio del corso per tutori volontari (5) e invitati i partecipanti a iscriversi e registrarsi negli elenchi del tribunale dopo la formazione.\n- L’incontro è stato messo in breve pausa e poi riconvocato per la sessione successiva.\n\n### Riflessione su un caso: rispetto delle scelte migratorie del minore 01:42:44\n\n- Il facilitatore ha riaperto la discussione su un caso in cui un minore ha lasciato un centro per raggiungere Firenze e il tutore ha rispettato la scelta.\n- Sottolineato il principio: ascoltare i minori e considerarli attori delle proprie scelte migratorie, non oggetti passivi.\n- Introdotta l’idea che l’affido non richiede necessariamente il distacco completo dalla comunità; esistono affidi part-time e temporanei che devono essere presentati come strumenti.\n\n### Tipologie di affido, procedura del tribunale e flessibilità 01:46:12\n\n- Spiegate diverse tipologie di affido: temporaneo, part-time, weekend o residenziale, e il valore degli approcci incrementali.\n- Descritta la procedura del tribunale: audizione del minore e della famiglia, emissione di decreto di affido dettagliato con compiti, durata (sei mesi rinnovabili) e possibilità di modifica o revoca.\n- Specificato che l’affido mira al progetto di vita del minore e che l’affido termina a 18 anni ma può proseguire su base volontaria; la pianificazione deve considerare la regolarità post-18 e l’integrazione.\n\n### Questioni di permesso di soggiorno e lavoro su protocolli 01:53:54\n\n- Chiarito: il minore straniero non accompagnato riceve il permesso per minorità; con l’affido tale permesso si converte in permesso per affido, che cessa a 18 anni.\n- Il team di progetto sta predisponendo un protocollo con la Questura di Potenza per facilitare le conversioni e affrontare se l’affido possa consentire accesso a permessi di soggiorno familiari dopo i 18 anni.\n- Obiettivo: garantire continuità (es. prosieguo amministrativo fino a 21 anni) affinché i minori in affido non siano svantaggiati rispetto a chi resta nei centri di accoglienza.\n\n### Obiettivi del progetto, composizione del team e target 02:00:22\n\n- Il progetto (titolo \"Rimani\") mira a realizzare almeno 30 affidi di minori non accompagnati e garantire che i minori restino integrati nel territorio nazionale.\n- Team multidisciplinare: professionisti legali, psicologi, assistenti sociali, educatori, mediatori culturali (responsabili: relatrice e la collega Laurita).\n- Accompagnamento durante e oltre la fase di affido, con monitoraggio e supporto per migliorare gli esiti e prevenire l’abbandono dopo l’affido.\n\n### Progettazione: formazione, selezione e sperimentazione in quattro comuni 02:03:32\n\n- Formazione introduttiva; lavoro successivo per individuare famiglie e minori in quattro comuni pilota: Potenza, Matera, Rivello, Gorgoglione.\n- Famiglie/interessati devono partecipare a preparazione multidisciplinare (assistente sociale, psicologo, mediatore, educatore, legale) e poi svolgere visite di contatto con i minori per costruire empatia.\n- Raccomandata priorità a minori più giovani (es. sotto i 15 anni) per maggiori tempi d’integrazione, valutando comunque caso per caso.\n\n### Attività a supporto delle transizioni e implementazione locale 02:07:50\n\n- Attività previste nelle comunità ospitanti: corsi per sviluppare competenze e aspirazioni, laboratori strutturati, eventi comunitari per sensibilizzare minori e famiglie.\n- I centri di accoglienza individueranno minori interessati; servizi ed equipe di progetto coordineranno gli abbinamenti e il supporto alle famiglie durante gli affidi.\n- Obiettivo: affido residenziale quando possibile, ma accettare modalità alternative iniziali; necessario follow-up continuo da parte dei servizi e del tutore.\n\n### Riflessioni del personale locale: ostacoli e strategie 02:18:48\n\n- Operatori hanno indicato due ostacoli principali: convincere i minori dei benefici dell’affido e sensibilizzare famiglie che spesso confondono affido con adozione.\n- Proposte: laboratori strutturati, eventi comunitari e contatto diretto con i minori per costruire consapevolezza e aspettative realistiche.\n- Necessità di pazienza, approcci graduali; anche un solo affido riuscito può stimolare interesse locale.\n\n### Coordinamento, incontri in presenza e canali di comunicazione 02:31:43\n\n- Raccomandata regolarità di incontri in presenza tra professionisti per rafforzare la rete e risolvere rapidamente i problemi.\n- Strumenti pratici proposti: creare gruppi di lavoro locali, utilizzare WhatsApp per coordinamento rapido, pianificare presenze per comune e mantenere dialogo costante tra equipe di progetto e operatori locali.\n- Prossimi passi: incontri di avvio in presenza in ciascun comune pilota la settimana successiva e continuo outreach locale.\n\n### Chiusura dell’incontro e prossimi passi 02:36:02\n\n- I facilitatori hanno ringraziato i partecipanti e chiuso la sessione, confermando incontri futuri in presenza per passare alle fasi operative del progetto.\n- Ribaditi contatti e follow-up; i partecipanti sono stati invitati a mettersi in contatto per i passi successivi e il coordinamento locale."}