<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><oembed><type>video</type><version>1.0</version><html>&lt;iframe src=&quot;https://www.loom.com/embed/180044da420b4f83afc3e153973216c8&quot; frameborder=&quot;0&quot; width=&quot;1920&quot; height=&quot;1440&quot; webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</html><height>1440</height><width>1920</width><provider_name>Loom</provider_name><provider_url>https://www.loom.com</provider_url><thumbnail_height>1440</thumbnail_height><thumbnail_width>1920</thumbnail_width><thumbnail_url>https://cdn.loom.com/sessions/thumbnails/180044da420b4f83afc3e153973216c8-0521116a4a3d33bf.gif</thumbnail_url><duration>9806.254</duration><title>FORMAZIONE INTEGRATA - Progetto R.I.M.A.N.I.</title><description>La riunione è iniziata con problemi tecnici di connessione e controllo delle presenze; gli organizzatori hanno deciso di procedere segnalando l&apos;assenza di membri essenziali e richiedendo ai partecipanti di aggiungere l&apos;organizzazione di appartenenza alla lista. Il nucleo dell&apos;incontro è stata una presentazione (introdotta da Antonio) su approcci psicosociali e pedagogici ai minori stranieri non accompagnati, con enfasi su valutazione transculturale e informata al trauma, importanza della narrazione, segnali non verbali, progetti personalizzati e team multidisciplinari. Passi successivi chiave: seguire i membri assenti dell&apos;équipe, assicurare l&apos;identificazione dei partecipanti (organizzazione), mantenere le videocamere inizialmente per documentazione e perseguire formazione interculturale mirata e pianificazione individualizzata di affido con tutore, mediazione e supporto legale.

### Problemi tecnici di connessione e lista partecipanti 0:00

- I partecipanti hanno segnalato problemi di connessione e l&apos;assenza di persone attese.
- Rose ha chiesto che assistenti sociali e una psicologa si unissero prima di procedere e ha notato difficoltà a trovare file salvati e impostazioni di sfondo sulla piattaforma.
- È stato chiesto ai presenti di mettere i microfoni in muto per ridurre i rumori durante la sessione.
- Antonio ha riportato il numero attuale di partecipanti (26) e ha pianificato di chiamare successivamente i membri essenziali assenti per garantire la partecipazione richiesta.

### Richiesta di aggiungere l&apos;affiliazione organizzativa ai nomi dei partecipanti 2:57

- Rose ha chiesto ai partecipanti di aggiungere la propria azienda/organizzazione accanto al nome per future coordinazioni di riunioni e strutturazione delle attività locali.
- La richiesta mirava a identificare chi lavora dove e chi contattare per organizzare incontri nelle diverse strutture.

### Decisione di iniziare nonostante membri assenti 3:35

- La partecipazione è stata confermata tra 24 e 26 partecipanti; Antonio e altri hanno concordato di iniziare la sessione.
- Antonio si è impegnato a contattare i membri di equipe mancanti il giorno successivo o entro un paio di giorni per assicurare la partecipazione obbligatoria alle attività progettuali.
- Ilaria ha confermato dove trovare la lista degli invitati e le comunicazioni.

### Obiettivi della sessione e politica sulle videocamere 5:05

- Antonio ha spiegato l&apos;obiettivo dell&apos;incontro: definire un approccio unificato per l&apos;intercettazione/azione in ambito di affido familiare relativo al progetto.
- Ha sottolineato la partecipazione attiva durante le sessioni formative online; ha richiesto l&apos;accensione delle videocamere per la prima mezz&apos;ora per la rendicontazione al Ministero e per eventuali schermate.
- Antonio ha segnalato l&apos;esigenza personale di disattivare la videocamera in seguito ma di rimanere connesso e in ascolto.

### Introduzione di chiara sassano e focus del tema 7:04

- Antonio ha presentato la psicologa Chiara Sassano come una professionista esperta nell&apos;accoglienza e nel lavoro con minori non accompagnati e migranti.
- La sessione attuale si sarebbe focalizzata sugli elementi psicologici rilevanti per l&apos;affido familiare dei minori non accompagnati, con sessioni future su temi legali tenute da altri professionisti.
- I partecipanti sono stati incoraggiati a preparare domande per scambi professionali con Chiara.

### Approccio transculturale e decentramento 10:18

- Antonio ha enfatizzato la necessità di una prospettiva transculturale e del decentramento: evitare di gerarchizzare le culture e riconoscere punti di forza, fragilità e paradossi in ogni cultura.
- Competenze chiave includono sospendere il giudizio, comprensione emotiva empatica e disponibilità a essere messi in discussione dalla differenza culturale.
- Il decentramento richiede tempo, esperienza, riflessione e l&apos;inclusione di mediatori o testimoni pari che aiutino a collegare le esperienze &apos;prima&apos; e &apos;dopo&apos; dei migranti.

### Ruolo dei caregiver e promozione della resilienza 17:16

- Famiglie, tutori e operatori di accoglienza possono promuovere la resilienza accompagnando i minori nel contesto di arrivo pur riconoscendo i contesti di origine.
- È importante riconoscere bisogni su più domini: protezione (legale), emotivo/psicologico e sviluppo (specifico per età).
- Gli interventi devono sostenere la continuità narrativa che collega passato, viaggio e futuro per permettere l&apos;elaborazione e la ricostruzione dell&apos;identità.

### Valutazione dell&apos;età e rispetto dei ruoli adultificati degli adolescenti 18:16

- I dati indicano che la maggior parte degli arrivi ha età 15–17 anni; molti hanno svolto ruoli da adulti in precedenza, quindi i professionisti devono evitare di &apos;infantilizzarli&apos;.
- I professionisti dovrebbero considerare l&apos;età cronologica insieme all&apos;esperienza di vita, alle responsabilità assunte prima della migrazione e alle aspettative lavorative (lavoro vs scuola).
- I piani devono bilanciare aspirazioni educative con aspettative economiche e protezioni legali.

### Lavoro narrativo e struttura delle temporalità dei migranti 22:05

- Antonio ha inquadrato l&apos;esperienza dei minori in tre fasi temporali: passato (origine), viaggio (eventi traumatici) e presente/futuro (incertezza d&apos;arrivo e integrazione).
- Narrazione e storytelling sono centrali per aiutare i minori a integrare le esperienze e costruire continuità del sé.
- I facilitatori dovrebbero creare spazi per narrazioni sicure e usare la narrazione per informare la pianificazione individualizzata.

### Chi sono i msna e fattori che spingono la migrazione 23:33

- I MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati) sono individui eterogenei e vulnerabili spesso privi di riferimenti significativi e ad alto rischio di sfruttamento e isolamento.
- I fattori di spinta includono precarietà economica, conflitti, rischio di reclutamento, sfruttamento sessuale, decisioni familiari o scelte autonome spesso alimentate dai social media e da reti transnazionali.
- Aspettative familiari e comunitarie (logica di investimento) spesso contribuiscono alle decisioni di partenza.

### Aspettativa vs realtà e rischi per la salute mentale 36:42

- Social media e ritratti di connazionali costruiscono immagini idealizzate dell&apos;Europa che spesso confliggono con la realtà post-arrivo.
- Le discrepanze tra aspettativa e esperienza vissuta possono portare a presentazioni depressive, ansiose e ad altri quadri psicopatologici.
- È necessario predisporre percorsi di accoglienza che ascoltino, accompagnino e supportino la ricostruzione identitaria per mitigare i rischi di salute mentale.

### Implicazioni pedagogiche e bisogni formativi 40:38

- L&apos;adolescenza è una costruzione culturale; i professionisti devono evitare di imporre categorie d&apos;età occidentali e interpretare erroneamente ruoli/aspettative comportamentali.
- Le sfide di acculturazione richiedono formazione interculturale per gli operatori e una critica delle categorie esistenti per evitare di ridurre i minori a deficit.
- La formazione interculturale è essenziale per interventi rispettosi e trasformativi.

### Rotte, paesi di origine e eterogeneità 44:18

- La maggioranza arriva via mare; origini comuni includono Gambia, Tunisia, Egitto, Bangladesh, Guinea, Burkina Faso, Mali, Afghanistan, Nigeria, ecc.
- L&apos;eterogeneità geografica porta diversità linguistica, religiosa e di storie di vita che complicano gli approcci pedagogici.
- Le strategie devono costruire reti educative stabili e rispettare modalità relazionali variegate.

### Fattori di rischio ed esperienze traumatiche in migrazione 50:41

- Tre categorie primarie di rischio: rottura rispetto alla cultura e ai caregiver; esperienze traumatiche durante il viaggio; difficoltà di integrazione nel nuovo tessuto sociale.
- I viaggi in solitaria aumentano il rischio di trauma a causa di isolamento, paura, fame, freddo, abbandono da parte dei trafficanti e violenza.
- Questi rischi elevano la probabilità di PTSD, disturbi depressivi e d&apos;ansia, richiedendo interventi psicosociali mirati.

### Procedure post-arrivo, approccio valutativo e segnali non verbali 55:17

- L&apos;incertezza amministrativa (attesa dei documenti) complica i rischi per la salute mentale e le difficoltà di integrazione.
- I professionisti dovrebbero privilegiare comunicazioni semplici e dirette, includere il corpo nel setting di colloquio, rispettare i tempi del minore e prestare attenzione ai segnali non verbali (postura, sguardo, voce).
- Le differenze culturali nei comportamenti (es. evitare il contatto visivo per rispetto) devono essere interpretate senza giudizio; la coerenza narrativa può essere assente e i dati non verbali diventano cruciali.

### Affido, tutela legale e pianificazione multidisciplinare 01:00:12

- Quadri legali ed etici (Costituzione, CRC ONU, normativa nazionale) sottolineano il diritto del minore a crescere in un contesto familiare; l&apos;affido è prioritario ma non sempre appropriato.
- I progetti di affido devono essere personalizzati, riconoscere i legami di origine e possono prevedere il mantenimento o la riattivazione della comunicazione familiare quando opportuno.
- Elementi procedurali chiave: nomina di un tutore, uso di mediatori, equipe multidisciplinari con supporto legale, strumenti narrativi/partecipativi per far emergere la storia; Antonio ha sottolineato la costruzione di fiducia tramite rispetto dei tempi, del silenzio e del contesto culturale.

### Valutazione del superiore interesse e vulnerabilità del minore 01:25:06

- Enfatizzare la valutazione del superiore interesse del minore, compresa la necessità di unità familiare o riconnessione e l&apos;individuazione delle vulnerabilità.
- Essere vigili rispetto ai rischi di tratta e a mandati familiari esterni che possono mascherare i bisogni reali del minore (esempi: casi bengalesi con progetti familiari strettamente controllati).
- Importanza di ascoltare il minore contestualizzando le dichiarazioni nel background familiare e in possibili costrizioni.
- Strutturare i colloqui con ritmi che permettano riflessione, costruzione di fiducia ed evitare di forzare la rivelazione.

### Documentazione e fascicoli individualizzati 01:28:11

- Raccogliere e verificare eventuali documenti disponibili dai paesi d&apos;origine o di transito per informare progetti individualizzati a lungo termine.
- Mantenere una cartella personale dettagliata che registri ogni colloquio, condizione psicologica, motivi della migrazione, paure, passi amministrativi e legali, e percorsi educativi/professionali.
- Usare documentazione e registri scolastici per supportare la costruzione dell&apos;identità e piani di integrazione su misura.

### Anamnesi, esposizione narrativa e elaborazione del trauma 01:36:48

- Trattare l&apos;anamnesi come lavoro narrativo: storie approfondite permettono una pianificazione adeguata e l&apos;elaborazione del trauma.
- L&apos;esposizione narrativa aiuta i minori a ricostruire il passato anziché riviverlo, facilitando la guarigione; ciò è emotivamente impegnativo per il personale di accoglienza.
- Evitare di patologizzare narrazioni dissociative o frammentate; interpretare i sintomi in quadri transculturali e dare priorità all&apos;accompagnamento rispetto a risposte puramente cliniche.
- È necessaria una valutazione continua per affinare i progetti secondo bisogni evolutivi.

### Formato formativo, q&amp;a e disponibilità delle slide 01:39:43

- Si riconoscono i limiti della formazione a distanza rispetto all&apos;in presenza (perdita di role-play, lavoro di gruppo, apprendimento osservazionale).
- Offerta di condivisione delle slide e contatto del presentatore (e-mail fornita nelle slide) per chi necessiti di materiali da riportare ai colleghi.
- Incoraggiamento ai partecipanti, soprattutto i nuovi, a porre domande ora o a contattare i relatori successivamente; la presentatrice Chiara sarà disponibile intermittente.
- Proposta di arricchire le slide con domande chiave di anamnesi e indicazioni per i colloqui con minori e famiglie affidatarie.

### Esperienze locali e prime criticità di implementazione 01:44:24

- Partecipanti (es. Milena da SAI Gorgoglione) riportano coinvolgimento locale e richiedono il materiale delle slide da condividere internamente.
- Si evidenziano difficoltà infrastrutturali locali che ostacolano l&apos;accesso ai servizi (esempio: problemi di trasporto da Gorgoglione al CPA di Matera).
- Differenze di esperienza tra operatori: alcuni più esperti con minori, altri bisognosi di formazione; le slide supporteranno i meno esperti.
- Pianificare coordinamenti interni (team che si incontrano in centro) e approfondimenti successivi su tecniche di colloquio e coinvolgimento familiare.

### Preparazione della famiglia, aspettative e processo di match 01:51:47

- Sottolineare la necessità di valutare e allineare le aspettative delle famiglie affidatarie potenziali e dei minori per prevenire fallimenti progettuali e retraumatizzazione.
- La formazione deve includere preparazione focalizzata sulla famiglia: indagare cosa le famiglie si aspettano dal minore e presentare il profilo reale prima dell&apos;incontro.
- Usare giornate comunitarie e workshop interni ai centri per esporre le famiglie alla vita quotidiana nei centri di accoglienza e facilitare un matching graduale.
- L&apos;equipe multidisciplinare deve essere coesa e gestire azioni coordinate lungo i vari passaggi; il progetto è a lungo termine e richiede supervisione continua.

### Rischi, reti e necessità di responsabilità condivisa 02:00:11

- L&apos;accoglienza familiare può essere trasformativa solo con reti territoriali solide, formazione continua e visione condivisa tra gli attori.
- Mettere in guardia contro l&apos;affidarsi semplicisticamente alla buona volontà; enfatizzare competenze relazionali, decentramento e sensibilità transculturale.
- I tempi progettuali possono durare anni; mantenere vigilanza per evitare fallimenti che recherebbero ulteriori danni ai minori.

### Differenze per paese d&apos;origine e mandati che influenzano le scelte 02:06:21

- Osservare differenze per origine: i minori nordafricani spesso mostrano maggiore libertà emotiva nell&apos;instaurare rapporti di fiducia e percorsi di protezione.
- I minori da Bangladesh/Pakistan arrivano frequentemente con mandati familiari espliciti e debiti economici che limitano l&apos;autonomia e aumentano il rischio di abbandono del progetto.
- Questi fattori contestuali allungano i tempi di lavorazione dei documenti e aumentano la pressione per l&apos;autonomia economica, ostacolando i piani di affido a lungo termine.
- Avvertenza: evitare generalizzazioni; è necessaria una valutazione individuale per identificare candidati idonei all&apos;accoglienza familiare.

### Esempi di casi e motivazioni che guidano le scelte dei minori 02:11:12

- Esempio di caso: un minore dal Burkina Faso inviato in Europa per sfuggire al conflitto; la decisione familiare è stata presentata come strategia di sopravvivenza.
- I minori possono privilegiare l&apos;ingresso nella vita adulta accelerata e la stabilità economica per permettere la ricongiunzione familiare, plasmando motivazioni e comportamenti.
- Il personale deve riconoscere che alcuni minori possono rifiutare l&apos;affido nonostante i benefici potenziali; il rispetto della volontà espressa del minore è centrale secondo il principio del superiore interesse.

### Logistica: distribuzione slide, date formazione e problemi con gli inviti 02:15:20

- Confermate le prossime date formative (in particolare 25 e 27) e la necessità che i partecipanti seguano le restanti sessioni.
- Molti partecipanti non hanno ricevuto gli inviti via e-mail; sono stati identificati destinatari mancanti (Calciano, D&apos;Amelio, Giannella, La Guardia, Tri, Ambrosecchia) e discusse problematiche di spam/filtri.
- Mitigazione concordata: il presentatore invierà il link della riunione privatamente via WhatsApp per assicurare la consegna; Tonino/Ilaria assisteranno nella distribuzione.
- Pianificato un incontro in presenza a Potenza dopo la formazione per la firma dei contratti e il coordinamento; è prevista una verifica ministeriale in loco che richiede preparazione documentale.
- Assegnazioni: Antonio e Oriana manterranno la supervisione del progetto; i partecipanti sono istruiti a coordinarsi con loro; esperti legali/avvocati (Amodeo, Serena) saranno integrati nelle sessioni future.

### Coordinamento finale, disponibilità della registrazione e azioni successive 02:32:00

- Confermato che registrazioni e slide saranno disponibili sul sito; i partecipanti che hanno perso gli inviti riceveranno materiali e link.
- Responsabilità assegnata per l&apos;aggiornamento dei contenuti sul sito e l&apos;integrazione della sessione odierna nel repository.
- Azioni immediate: inviare inviti/correzioni/link via WhatsApp ai partecipanti mancanti, completare il database dei partecipanti, programmare l&apos;incontro in presenza post-formazione e prepararsi per la visita regionale ministeriale.</description></oembed>