<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><oembed><type>video</type><version>1.0</version><html>&lt;iframe src=&quot;https://www.loom.com/embed/868329a61e064f60baff4c958e131314&quot; frameborder=&quot;0&quot; width=&quot;1920&quot; height=&quot;1440&quot; webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</html><height>1440</height><width>1920</width><provider_name>Loom</provider_name><provider_url>https://www.loom.com</provider_url><thumbnail_height>1440</thumbnail_height><thumbnail_width>1920</thumbnail_width><thumbnail_url>https://cdn.loom.com/sessions/thumbnails/868329a61e064f60baff4c958e131314-e542b240850f5427.gif</thumbnail_url><duration>6445.588</duration><title>FORMAZIONE INTEGRATA - Progetto R.I.M.A.N.I.</title><description>La riunione si è concentrata sul progetto Rimani per promuovere l&apos;affido volontario familiare e l&apos;inclusione di minori non accompagnati e neo-maggiorenni migranti, descrivendo obiettivi del progetto, partner di rete e il ruolo dell&apos;assistente sociale. Si è discusso della valutazione dei bisogni dei minori (protezione, relazionale, culturale, educativo, autonomia), dei criteri di valutazione e di abbinamento per potenziali famiglie affidatarie e delle varie forme di affido con monitoraggio e supporto multidisciplinare. I passi successivi prevedono una progettazione attenta e individualizzata, monitoraggio attivo da parte dell&apos;assistente sociale come figura di coordinamento, formazione e sostegno alle famiglie e l&apos;importanza dei mediatori culturali e del supporto psicologico.

### Ambito e obiettivi del progetto 2:02

- Il progetto Rimani mira a promuovere l&apos;accesso, il monitoraggio e il sostegno alla protezione e accoglienza familiare volontaria per minori non accompagnati e neo-maggiorenni migranti.
- L&apos;obiettivo include il rafforzamento delle reti territoriali e il lavoro congiunto tra attori pubblici e privati (Regione Basilicata, partner comunali, servizi sociali, comunità educative, associazioni, ISAI, FAMI, tutori).
- Il progetto colloca l&apos;assistente sociale come connettore tra istituzioni e servizi all&apos;interno di un approccio multidimensionale.

### Valutazione dei bisogni dei minori 4:26

- Ogni minore arriva con un bagaglio individuale formato dal percorso migratorio, dall&apos;abbandono e dal contesto; non esiste un profilo unico.
- Bisogni identificati: protezione e sicurezza, tutela legale e sanitaria, sostegno relazionale e affettivo, riconoscimento identitario e mantenimento dei legami familiari, rispetto culturale e religioso, inclusione linguistica e scolastica, autonomia e preparazione all&apos;età adulta e al lavoro.
- Enfasi sull&apos;osservazione informata al trauma e su risposte su misura per sostenere integrazione e benessere.

### Funzioni dell&apos;assistente sociale e coordinamento di équipe 8:11

- Ruoli dell&apos;assistente sociale: valutazione dei bisogni, regia (coordinamento), orientamento, mediazione, monitoraggio e accompagnamento.
- Il coordinamento richiede un&apos;équipe multidisciplinare: servizi sociali, educatori, psicologi, mediatori culturali, tribunali, strutture di accoglienza e rete territoriale.
- Documentazione progettuale e rete di partner rendono il lavoro multidimensionale e richiedono procedure condivise e deleghe.

### Criteri di valutazione dei minori per l&apos;affido 11:06

- La valutazione deve andare oltre la mera disponibilità; occorre valutare la prontezza al percorso di affido considerando abbandono e mancanza di contesto familiare.
- Elementi chiave di osservazione: autonomia, adattabilità, rispetto delle regole e relazioni con pari/adulti, benessere psicologico e trauma, espressione esplicita della volontà del minore.
- Le difficoltà psicologiche non escludono automaticamente l&apos;affido ma devono essere comunicate alle famiglie affidatarie per garantire un supporto adeguato.

### Esempi pratici dall&apos;esperienza del centro 15:14

- Caso A: un minore molto traumatizzato inizialmente non comunicativo che gradualmente si è rilassato, integrato, ha imparato l&apos;italiano e migliorato grazie a mediatori, psicologi e attività educative.
- Caso B: un minore che ha creato legami forti con la famiglia di un insegnante ma ha rifiutato l&apos;affido familiare per preservare spazio personale e autonomia.
- Questi esempi mostrano che l&apos;idoneità all&apos;affido varia e richiede valutazione attenta e individualizzata.

### Tipologie di affido e implicazioni per la valutazione 19:26

- Rimani offre diverse modalità di affido: part-time (weekend/permanenze brevi), affido culturale/interculturale e altre forme su misura.
- Il processo di valutazione deve presentare queste opzioni ai minori e considerare le loro preferenze nel matching.
- Non tutti i minori preferiranno o trarranno beneficio dall&apos;affido familiare; il matching deve rispettare scelte e bisogni del minore.

### Criteri di valutazione per le famiglie affidatarie 20:30

- Le famiglie devono possedere requisiti formali e informali, motivazione chiara, disponibilità di tempo, stabilità abitativa e capacità di accogliere diversità e sfide legate alla migrazione.
- La valutazione comprende indagine psicosociale, storia familiare, presenza di figli, capacità di adattamento e apertura a differenze culturali e religiose.
- Le famiglie devono essere pronte a sostenere l&apos;autonomia del minore, mantenere i contatti con la famiglia d&apos;origine e partecipare a formazione e supporto di rete.

### Atteggiamenti richiesti e supporti per le famiglie 23:49

- Qualità importanti: motivazione genuina, tolleranza per la complessità, competenza interculturale concreta e volontà di imparare.
- Le difficoltà devono essere considerate opportunità per intervento professionale e crescita, non come fallimento morale.
- Il progetto enfatizza il supporto di rete affinché nessuna famiglia resti sola; sono necessarie formazione e raffinamento continuo del progetto di affido.

### Processo di matching e definizione del progetto 27:51

- Dopo il lavoro territoriale e di équipe, la fase di matching abbina i minori alle famiglie disponibili tramite colloqui strutturati e documenti di profilazione prodotti dal progetto.
- Il matching considera età, maturità, fase del progetto migratorio, allineamento delle aspettative, capacità della famiglia di accompagnamento graduale, sostenibilità logistica e scolastica e rischio di idealizzazione.
- Il progetto individualizzato di affido viene redatto con obiettivi, forma scelta di accoglienza, modalità di monitoraggio, ruoli e spazi di verifica; i progetti devono rimanere flessibili per revisioni.

### Monitoraggio, ruoli di équipe e mediazione culturale 33:57

- Monitoraggio e valutazione sono compiti primari dell&apos;assistente sociale, realizzati tramite contatti con destinatari diretti e indiretti e incontri regolari di équipe.
- L&apos;individuazione precoce di segnali deboli e la revisione tempestiva evitano penalizzazioni e sostengono la crescita; le deleghe devono essere chiare alle famiglie.
- Distinzioni di ruolo: assistente sociale come coordinatore, educatore per accompagnamento quotidiano e osservazione, psicologo per supporto emotivo, mediatori culturali fondamentali per l&apos;accesso al background e alle narrazioni traumatiche; l&apos;accesso alle cure sanitarie iniziali è spesso urgente.

### Riepilogo e considerazioni finali 37:29

- Il riepilogo ha sottolineato la costruzione di percorsi affidabili e graduali centrati sul benessere del minore, evitando di fare affidamento solo sull&apos;entusiasmo delle famiglie.
- Enfasi sulla combinazione di valutazione multiculturale, progettazione, costruzione di relazioni e monitoraggio per massimizzare esperienze significative per i minori.
- Chiusura con ringraziamenti e passaggio della parola a Nunzia (educatrice/pedagogista) che presenterà una parte concreta delle attività del progetto Rimani.

### Ruolo dell&apos;assistente sociale e dell&apos;educatore 42:58

- L&apos;assistente sociale definisce la cornice progettuale in cui i minori verranno inseriti.
- Il lavoro educativo si concentra sulla quotidianità, sulla relazione e sulla gestione delle crisi.
- L&apos;affido va considerato come una relazione da preparare, accompagnare e custodire, non come una procedura isolata.
- Priorità iniziali indicate: fiducia, tempo, ascolto, preparazione e stabilità.

### Funzioni dell&apos;educatore 46:55

- Tre funzioni principali: osservazione, relazione e ponte tra minore, famiglia e servizi.
- Osservazione: comprendere comportamenti quotidiani, reazioni ai cambiamenti, tolleranza delle regole e bisogno di protezione.
- Relazione: creare una presenza prevedibile, concreta e non invasiva per costruire fiducia con minori spesso diffidenti.
- Ponte: sostenere il minore, tradurre paure, accompagnare la famiglia nell&apos;entrata della nuova relazione e mantenere comunicazioni aperte.

### Preparazione del minore e gestione delle aspettative 50:13

- Importanza di essere chiari col minore su cosa sia e cosa non sia l&apos;affido per evitare idealizzazioni.
- Riconoscere timori comuni: paura del rifiuto, perdita di punti di riferimento, sensazione di tradire il progetto migratorio o la famiglia d&apos;origine.
- Autorizzare ambivalenza e paura, aiutare il minore a porre domande e lavorare su aspettative realistiche.
- Necessità di spiegare concretamente le implicazioni prima dell&apos;ingresso in famiglia.

### Differenze culturali e quotidianità 55:40

- Le differenze culturali (orari dei pasti, confini adulti/ragazzi, religione, uso del tempo libero) vanno accompagnate senza drammatizzare né banalizzare.
- La quotidianità è il luogo principale in cui si costruisce fiducia e si verifica se regole e spazi sono rispettati e condivisi.
- Mantenere tempo libero, socialità, scuola e sport è fondamentale per un&apos;integrazione autentica.
- Riconoscere che alcuni minori, nonostante l&apos;età anagrafica, hanno vissuti maturi che influenzano il rapporto con la famiglia affidataria.

### Criticità, regressione e lavoro di équipe 59:30

- Le criticità non indicano necessariamente fallimento; spesso emergono quando la relazione diventa più vera e il minore si sente più sicuro.
- Fenomeni descritti: rifiuto, regressione, nostalgia, conflitti interni alla famiglia e senso di colpa nel sentirsi bene.
- L&apos;educatore aiuta il minore a distinguere fatti da giudizi e sostiene la rielaborazione emotiva.
- Il lavoro di équipe è fondamentale per sostenere il minore e la famiglia e per prevenire rotture precoci.

### Raccomandazioni operative per il sostegno all&apos;affido 01:02:49

- Non lasciare sola la famiglia affidataria: seguire, indirizzare e sostenere le persone di riferimento.
- Non porre il minore in una scelta netta tra comunità e famiglia; offrire accompagnamento e opportunità (citato il progetto Rimani).
- Educatore e assistente sociale devono lavorare insieme in modo sinergico fin dalla preparazione, non in fasi separate.
- L&apos;obiettivo educativo è sostenere l&apos;affido nel tempo, non solo attivarlo.

### Spazio di confronto e domande al gruppo 01:24:13

- Aperti spazi di dibattito per raccogliere dubbi, riflessioni ed esperienze pratiche dei partecipanti.
- Domanda proposta: qual è il passaggio più delicato in un percorso di affido di un minore straniero non accompagnato (preparazione, costruzione della relazione, gestione delle differenze culturali, mantenimento dell&apos;equilibrio ecc.).
- Osservazione di Angela: il momento più delicato spesso coincide con l&apos;approfondirsi della relazione, quando emergono paure, chiusure o opposizioni.
- Invito a rispondere in chat o intervenire a voce; non risultano risposte immediate in chat.

### Chiusura e incontri successivi 01:36:41

- Ringraziamenti e comunicazione del calendario dei prossimi incontri.
- Incontro con la psicologa Chiara Sassano previsto per venerdì 21; incontri tecnici con gli avvocati Amodeo e Laurita nei pomeriggi del 25 e 27.
- Invito a proseguire il confronto la settimana successiva e saluti di chiusura.</description></oembed>