<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><oembed><type>video</type><version>1.0</version><html>&lt;iframe src=&quot;https://www.loom.com/embed/8abaee9e35cd4251ac83c68523175947&quot; frameborder=&quot;0&quot; width=&quot;1920&quot; height=&quot;1440&quot; webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</html><height>1440</height><width>1920</width><provider_name>Loom</provider_name><provider_url>https://www.loom.com</provider_url><thumbnail_height>1440</thumbnail_height><thumbnail_width>1920</thumbnail_width><thumbnail_url>https://cdn.loom.com/sessions/thumbnails/8abaee9e35cd4251ac83c68523175947-a5eceb295e28081c.gif</thumbnail_url><duration>10049.409</duration><title>MULTICULTURALITÀ E INTERCULTURALITÀ  ARGOMENTO: INTRODUZIONE ALLA MULTICULTURALITÀ</title><description>Atacama (Oriana Zitomarino) ha presentato il progetto Rimani e i dieci anni di esperienza dell&apos;associazione con minori stranieri non accompagnati (MSNA), sostenendo che l&apos;affido familiare può offrire migliore integrazione, apprendimento della lingua e supporto emotivo rispetto all&apos;accoglienza istituzionale. Il percorso formativo sarà multidisciplinare, combinando competenze legali, psicologiche, sociali e di mediazione, includendo selezione delle famiglie, formazione su misura e monitoraggio continuo; mediatori e approcci interculturali sono centrali per evitare fraintendimenti e migliorare i risultati. Sono state discusse linee guida regionali e considerazioni operative (fasce d&apos;età, ruoli procedurali di tribunali e tutori, creazione di centri per l&apos;affido e tavoli interistituzionali) come passi successivi per rendere operativo l&apos;affidamento nei comuni partner.

### Associazione e esperienza con minori non accompagnati 1:08

- Atacama (fondata nel 2011) opera nel terzo settore sul tema migranti ed è passata da associazione di volontariato a impresa sociale.
- L&apos;associazione ha oltre dieci anni di esperienza diretta nella gestione dell&apos;accoglienza per minori stranieri non accompagnati (MSNA) attraverso diversi servizi: CAS minori, case comunità e comunità di secondo livello.
- La squadra è multidisciplinare e in gran parte guidata da donne; collaborazioni passate includono comuni, enti regionali, prefetture e progetti internazionali (Gambia, Senegal).
- Lezione chiave: l&apos;accoglienza istituzionale è necessaria ma spesso manca del riferimento familiare intimo e continuo che favorisce sicurezza emotiva e apprendimento della vita quotidiana per gli adolescenti.

### Ambito del progetto rimani e partner 2:24

- Rimani è guidato dalla Regione Basilicata con partner: Comune di Matera, Comune di Potenza, Comune di Rivello e Comune di Gorgoglione; Atacama è partner operativo.
- Il progetto mira ad estendersi oltre i partner elencati a ulteriori comuni e comunità.
- Obiettivo: promuovere l&apos;affido familiare come complemento strutturato ai centri di accoglienza, enfatizzando approcci interculturali e supporto multidisciplinare.
- I partner coordineranno per fornire riferimenti, collegamenti e continuità tra centri di accoglienza, famiglie e servizi locali.

### Ragioni, esperienze pilota di affido e benefici attesi 9:55

- Atacama è passata da cure istintive a un percorso formale di formazione dopo le prime esperienze di ospitalità; i primi affidi sono stati realizzati con supporto legale e di team multidisciplinari.
- L&apos;affido mira a creare riferimenti adulti o familiari esclusivi, integrazione nella routine quotidiana, apprendimento naturale della lingua e maggiore sicurezza emotiva.
- I casi pilota locali hanno mostrato adolescenti che riscoprono aspirazioni, acquisiscono competenze, tornano a studiare o scelgono mestieri quando sostenuti da una famiglia.
- Sfide: rischio di stigmatizzazione degli operatori dell&apos;affido; necessità di selezione e preparazione accurate delle famiglie per evitare insuccessi precedenti.

### Struttura della formazione e sessioni previste 21:28

- Il percorso formativo è multidisciplinare e pratico, non solo teorico, e comprenderà sessioni online e almeno una in presenza.
- Moduli previsti: aspetti psicologici/emotivi (psicologo), lavoro sociale e prospettiva dei servizi (assistente sociale), attività educative/laboratoriali (educatore) per supportare l&apos;abbinamento famiglia–minore.
- Modulo legale erogato da due consulenti legali coprirà aspetti normativi, procedurali e di protezione dell&apos;affido familiare.
- Famiglie e singoli candidati all&apos;affido saranno sottoposti a selezione, corso formativo dedicato e accompagnamento continuo da parte del team multidisciplinare durante i placement.

### Interculturalità vs multiculturalità e ruolo dei mediatori 27:02

- La multiculturalità è descritta come convivenza di gruppi diversi; l&apos;interculturalità viene presentata come processo attivo di scambio che non deve forzare i minori ad assimilarsi completamente.
- Importanza di passare dalla semplice convivenza a processi che permettano adattamento rispettoso e mutuo cambiamento tra minori, operatori e famiglie.
- I mediatori linguistico‑culturali sono considerati centrali: esempi mostrano come gesti non verbali (evitare il contatto visivo, abitudini di saluto) siano culturali e possano causare fraintendimenti senza l&apos;interpretazione dei mediatori.
- Raccomandazione: valorizzare e trasformare le differenze culturali in risorse nei centri e durante gli affidi per ridurre conflitti, rischi di abbandono e fraintendimenti.

### Profili, origini e identità stratificate degli msna 45:33

- Gli MSNA sono definiti adolescenti con identità stratificate: migrante, bambino/adolescente, fratello, portatore di un mandato familiare e spesso sopravvissuti a viaggi traumatici.
- Pattern di origine recenti (2022-2023): molti dal Nord Africa (Egitto, Tunisia), Africa subsahariana (Gambia, Guinea, Mali, Costa d&apos;Avorio) e Sud Asia (Bangladesh, Pakistan).
- Tratti specifici per paese: gli arrivi nordafricani spesso provengono da contesti urbani con sistemi scolastici ma elevate aspettative familiari verso il lavoro precoce; i minori subsahariani provengono spesso da contesti comunitari, con bassa scolarizzazione e possibile analfabetismo.
- Implicazioni chiave: forti legami familiari/comunitari e il &apos;mandato familiare&apos; (obbligo di invio di rimesse) persistono dopo l&apos;arrivo e devono essere integrati nei piani di cura; molti minori portano traumi, perdite e motivazioni di migrazione non volontaria.

### Linee guida regionali, procedure, considerazioni sull&apos;età e passi operativi 56:09

- Il rappresentante regionale riassume linee guida nazionali e regionali: nessuna distinzione tra minori stranieri e italiani per l&apos;affido; le norme regionali si allineano alle direttive nazionali e alle regole regionali del 2018.
- Passi operativi proposti: identificare e reclutare famiglie affidatarie (anche famiglie immigrate in Italia), fornire formazione specifica, istituire centri per l&apos;affido per ambiti territoriali e creare tavoli interistituzionali (servizi sociali, Tribunale per i minori, Procura minorile, ASL, ONG).
- Considerazioni sull&apos;età: gli affidi per adolescenti più grandi (17 anni) sono più complessi per bisogni diversi e tempo limitato; preferenza per adolescenti più giovani (15–16 anni) per permettere tempi di adattamento.
- Limiti pratici: prevalenza di ricorso a decreti del tribunale piuttosto che decisioni d&apos;affido locali su base consulenziale; gli affidi saranno monitorati e supportati dal team multidisciplinare, con durata potenzialmente limitata (alcuni mesi fino a due anni) a seconda dei casi.

### Idoneità e differenze tra affido e adozione 01:10:54

- Rose Atacama ha sostenuto di non applicare restrizioni rigide basate sull&apos;età o sulla &apos;maturità adulta&apos; per i potenziali affidatari, osservando che le valutazioni devono essere svolte da professionisti e non da regole fisse.
- Ha sottolineato che molti adulti che appaiono maturi potrebbero non possedere capacità di cura; selezione e matching sono essenziali piuttosto che criteri esclusivi.
- Chiarito che l&apos;affido a lungo termine è distinto dall&apos;adozione: il vincolo legale è diverso ma l&apos;attaccamento emotivo e la costruzione della relazione sono centrali.
- Esempi di esiti positivi e negativi da precedenti esperienze di affido; selezione, monitoraggio e supporto multidisciplinare (assistenti sociali, psicologi) sono cruciali.
- Richiesta che la formazione per le famiglie affidatarie sia svolta in presenza piuttosto che esclusivamente online.
- Speaker: {&quot;name&quot;:&quot;Rose Atacama&quot;,&quot;id&quot;:&quot;rose_atacama&quot;}

### Legami familiari e approcci culturalmente informati verso i minori 01:16:02

- Rose ha evidenziato che i minori stranieri non accompagnati spesso mantengono forti legami con famiglie allargate e inviano rimesse; l&apos;affido deve rispettare questi legami e non presumere la loro rottura.
- Possibilità suggerita di valutare l&apos;adozione dopo i diciotto anni per preservare i legami, pur avvertendo che l&apos;adozione non garantisce per sempre la permanenza con i caregiver.
- Necessità di team multidisciplinari (assistenti sociali, psicologi) per monitorare gli affidi e intervenire (incluso il tribunale per i minori) quando l&apos;affido fallisce.
- Raccomandazione di considerare l&apos;affido come opportunità per fornire supporto continuativo e punti di riferimento anche dopo la maggiore età.

### Contesto culturale e valori dei minori non accompagnati 01:44:24

- Sonia Maugeri ha descritto i sistemi familiari d&apos;origine come reti estese con forte interdipendenza e gerarchie d&apos;autorità; l&apos;autonomia individuale è spesso subordinata ai bisogni del gruppo.
- I minori portano spesso grandi aspettative e responsabilità economiche verso la famiglia; ciò influenza la disponibilità a lavorare presto e ad accettare sacrifici.
- Differenze con i modelli occidentali: le famiglie occidentali enfatizzano autonomia individuale, negoziazione ed espressione personale; queste differenze possono creare tensioni nei modelli educativi.
- Questioni pratiche culturali: preferenze alimentari (es. halal) e pratiche religiose sono marcatori d&apos;identità; il rifiuto di alcuni cibi può riflettere identità, memoria o regole religiose più che opposizione.
- Raccomandazione di mediare e accomodare pratiche culturalmente significative (cibo, abluzioni, orari di preghiera) pur stabilendo routine domestiche comprese da entrambe le parti.

### Bisogni invisibili e competenze interculturali richieste dal progetto 01:57:35

- Sonia ha sottolineato che il progetto deve affrontare bisogni &apos;invisibili&apos;: identità, appartenenza, riconoscimento e fiducia, oltre ai bisogni visibili come documenti, scuola e lavoro.
- Ha affermato che Rimani richiede competenze interculturali specifiche e prontezza da parte del personale; senza affrontare i bisogni invisibili, gli obiettivi educativi rischiano di rimanere vuoti.
- Raccomandazione di integrare formazione e consapevolezza interculturale in tutte le fasi di progettazione e attuazione, non solo in momenti reattivi.

### Ruolo e funzioni del mediatore linguistico‑culturale 01:59:23

- Sonia ha delineato la mediazione come più della semplice traduzione: decodifica significati culturali, previene fraintendimenti e costruisce un terreno comunicativo comune tra operatori e minori.
- Le funzioni del mediatore spaziano dagli arrivi iniziali (accuratezza dell&apos;identità, calmare minori traumatizzati), colloqui, spiegazione delle regole e monitoraggio continuo per prevenire conflitti.
- Raccomandazione di coinvolgere i mediatori in tutte le fasi del progetto (progettazione, attuazione, routine e crisi) e assicurare che collaborino con i team multidisciplinari.
- Identificati rischi quando i mediatori agiscono isolatamente; invito a riconoscere formalmente e integrare i ruoli di mediazione per massimizzare la prevenzione di errori d&apos;interpretazione culturale.

### Testimonianza del mediatore: ballo ibrahimo su esperienze e pratiche 02:14:51

- Ballo Ibrahimo (mediatore, originario del Mali) ha condiviso il suo percorso migratorio e le sfide emotive all&apos;arrivo, enfatizzando confusione iniziale, sfiducia e solitudine.
- Attività pratiche del mediatore: calmare minori spaventati, chiarire regole e procedure, individuare cause di non collaborazione (lutto, trauma) e fornire rassicurazione continua.
- Tensioni comuni: gelosie tra minori (percezione di favoritismi), barriere linguistiche e necessità di pazienza e ripetute spiegazioni; i mediatori devono mantenere equilibrio professionale.
- Strategie di mediazione: organizzare attività inclusive (giochi, pasti condivisi), offrire supporto pratico e fungere da ponte linguistico‑culturale per aiutare i minori a fidarsi degli operatori e comprendere le aspettative.
- Ribadita l&apos;importanza di costruire fiducia e impegno persistente perché i nuovi arrivati spesso dimenticano informazioni e richiedono seguito costante.

### Conclusioni, prossimi passi e follow‑up amministrativo 02:40:14

- Gli organizzatori hanno ringraziato i contributori e ribadito l&apos;importanza di quadri condivisi e non discriminatori per la protezione dei minori indipendentemente dalla nazionalità; il focus deve rimanere sul superiore interesse del minore.
- Accordo di condividere gli output dell&apos;incontro e pianificare ulteriori sessioni formative; il capofila del progetto coordinerà la calendarizzazione degli incontri formativi restanti.
- Priorità riconfermate: includere mediatori e team multidisciplinari nel progetto Rimani, tenere formazione in presenza per le famiglie affidatarie e proseguire la pianificazione collaborativa tra partner e autorità regionali.
- La riunione si è chiusa con ringraziamenti e promessa di inviare i dettagli agli indirizzi di contatto noti.</description></oembed>